Intervista a Beppe Salmetti e Simone Tangolo, in arte gli “Impermeabili”

26 Settembre 2019
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26 Settembre 2019 Sottosopra Comunicazione

Intervista a Beppe Salmetti e Simone Tangolo, in arte gli “Impermeabili”

“...ma come piove bene sugl’impermeabili e non sull’anima” (Paolo Conte)

Introduzione seria
Beppe Salmetti e Simone Tangolo, diplomati in recitazione all’Accademia dei Filodrammatici e al Piccolo Teatro di Milano danno vita nel 2015 al progetto artistico “Impermeabili”. All’inizio si dedicano al teatro e al cabaret rivisitando grandi classici come Romeo e Giulietta e nel 2018 decidono di registrare il loro primo album in full band “Non ci siamo per nessuno” con otto brani inediti, uscito poco meno di un mese fa.
La componente teatrale del progetto è evidente anche nel disco e collega le tracce in un unico concept discografico che li vede come due complici cantastorie.

Introduzione meno seria
Un normale pomeriggio lavorativo a Milano, fuori 38 gradi e abbiamo una nuova intervista per il blog da preparare, stavolta organizzata via Skype. 
Sfatte e sudaticce (ma bellissime come sempre!) ci colleghiamo, dopo rocambolesche disavventure per capire come registrare da uno schermo (una di noi è bionda, ndr), e ci troviamo di fronte le due belle facce “fresche” di Beppe e Simone, seduti in cucina che ci aspettano per rispondere alle nostre domande. L’ora successiva trascorrerà tra risate, canzoni e battute infinite, in compagnia di due artisti bravi, belli e simpatici a cui auguriamo un grande in bocca lupo per il loro nuovo percorso da cantanti e da attori. 

L’intervista inizia con Simone che ci saluta a voce altissima “la mamma mi ha detto che quando si parla alle persone lontane bisogna gridareeeee!” 
Ci assicuriamo di non tagliargli la testa con l’inquadratura e proviamo a fare la prima domanda, ma veniamo interrotte: “scusate stiamo mangiando il gelato” dicono, e si passano il barattolo col cucchiaino, provocando grande invidia in noi. 
Per poi proseguire con domande come “la caldaia l’avete inquadrata? Si vede?
Gli chiediamo cosa ci sia scritto nella lavagna alle loro spalle, e ci rispondono “It’s a long way to the top if you wanna rock and roll” (una canzone degli AC/DC), canticchiandola.

(ora, immaginate cosa abbia significato sbobinare quest’intervista, viste le premesse con battute e intermezzi comici uno dopo l’altro, ndr)

Gli Impermeabili, chi sono? E perché vi chiamate così?
Simone: sono tecnicamente due attori che hanno deciso di fare musica insieme perché volevano salvarsi da una serie di difficoltà della vita, tipo le rate, l’Erasmus, anzi no, l’Erasmus no, e la politica.
Beppe: sei troppo generico, stai rilasciando un’intervista secca, asettica. Simone: hai ragione! Ci chiamiamo così perché siamo impassibili alla pioggia, non ai sentimenti invece, nonostante intorno a noi ci siano molte persone così (tranquille il momento serio passa presto!). Ci facciamo scivolare addosso le brutture della vita insomma.

Definitevi con 3 aggettivi
Beppe: sole, cuore, amore! Anzi no, apriamo a caso le pagine del dizionario filosofico di Voltaire e cerchiamo tre parole per descriverci: allora, “antitrinitari”, “cina” e “matrimonio dell’uomo dai 40 scudi”
Simone: dai su, diciamo tre aggettivi seri sennò diventa difficile per loro sborniare quest’intervista! (appunto! ndr). Allora: freschi, vecchi e contaminati. Ah, e ci divertiamo, anche se questo non è un aggettivo! Tante persone nella vita non si divertono, noi invece sì, e magari in tanti ci criticheranno per questo, e anche se per ora non accade assolutamente, perché non siamo abbastanza famosi da avere haters, vogliamo far partire questo mito!

Cosa viene prima per voi, la musica o il teatro?
Simone: ehm, stavo per dire “la fxxx” ma questo tagliatelo!
Beppe: in realtà qualsiasi espressione artistica, altrimenti non avremmo fatto una crasi di tutte e tre. Nell’antichità non si sa cosa sia nato prima, se la musica o il teatro, sicuramente il cabaret è venuto dopo. Però musica e recitazione sono talmente arcaici che anche noi abbiamo deciso di fonderli, a 36 gradi a Milano in questo caso. 

Difetti?
Simone: Beppe fa l’intervista in mutande!
Beppe: non ve le farò vedere per dignità! Il difetto peggiore di Simone è che mangia troppo, in maniera vorace e spesso sul palco è assonnato. Scherzo! Il difetto vero è che non lo trovo mai al telefono: prima delle 12.00 scordati di lui. 

Veniamo al disco: “Non ci siamo per nessuno”, cos’è un messaggio? Non vi si può chiamare, non vi si può disturbare?
(Beppe si alza e prende i cd da mostrare, dicendo che sono perfetti da usare come sottobicchiere, segue video, ndr)
Simone: può voler dire tante cose e ci piace che ognuno tragga le proprie conclusioni, si faccia domande e si dia risposte. Può essere il messaggio di una segreteria, oppure può valere come una frase esistenzialista.
Beppe: se ieri non c’eravamo e domani non ci saremo, oggi non esistiamo. Oppure possiamo affermare che ci chiamiamo così perché non ci conosce nessuno, facciamo un test: qualcuno vi ha parlato di noi? No, ve lo leggo in faccia. Però magari fra un po’, il prossimo anno magari, qualcuno ci conoscerà e allora il secondo disco si chiamerà “Ci siamo per qualcuno?” con  punto interrogativo finale che crea un po’ di mistero. 

Ma com’è questo disco: è un disco allegro, felice, triste? 
Beppe: è un disco bipolare, che nasce dalle esigenze bipolari di persone che stanno male come molti trentenni e quarantenni di oggi. Abbiamo cercato di condensare tutti i vari disturbi contemporanei. Per esempio “L’agenda” è ispirata a una persona che conosciamo e che è così terrorizzata dall’horror vacui, che riempie costantemente la sua agenda di impegni per convincersi che così non morirà mai.
Simone: però non è affatto triste! Ci divertiamo e anche lo spettacolo che abbiamo messo su è divertente! C’è un taglio ironico molto vicino al cabaret, un modo come un altro per affrontare le cose. 
Beppe: non siamo didascalici, e molti si lamentano di questa cosa, ma non ce ne importa niente. Perché dobbiamo etichettarci in fondo? Se non capisci cosa faccio, forse lo capirai un giorno, o forse no e va bene così. 
Simone: Brecht diceva “se volete capire qualcosa non dovete andare a teatro, dovete andare al cesso”, una provocazione dove però c’è molta verità, come sempre. Capire tutto tutto fino in fondo del resto è strano, il fatto artistico in sé lo è, altrimenti sarebbe un saggio. Da che mondo e mondo la forma artistica deve essere così.

Tutti pezzi scritti e suonati da voi, anche la tromba
Simone: con un assolo di Beppe con la tromba… a voce!
(Beppe imita il verso della tromba, ndr)
Abbiamo licenziato i trombettisti infatti e se leggete sul retro del cd, c’è scritto “tromba a voce” che può essere anche un’allusione sessuale nel senso che tromba solo a parole. 

Chi scrive i pezzi? Insieme?
Simone: pensiamo dovrebbe scriverli uno bravo, forse è il caso di prendere un paroliere.
Beppe: se Mogol ci sta ascoltando, noi siamo qui! Scherzi a parte serve qualcuno che metta in ordine il nostro delirio.
Simone: diciamo tutto a quattro mani comunque. Ci sono tracce con una percentuale più alta di Beppe o Simone, ma nascono molto da un lavoro a stretto contatto, in questa cucina tra l’altro!
Beppe: non vi diremo dove, altrimenti avremmo tutte le nostre follower, ovvero due, sotto casa. 

Chi vi ispira?
Beppe: abbiamo trovata la risposta giusta a questa domanda poco tempo fa. Aspetto che la cerco! (cerca nelle email, ndr) Il titolo strizza l’occhio alla canzone di Paolo Conte, Gli impermeabili, questo è risaputo. Per il resto ci piacerebbe avere: la follia di Jannacci, la spensieratezza di Conte, la potenza della Berté in “Sei bellissima” e la spietatezza di “Dedicato”, l’ironia di Gaber, la fragilità di Mia Martini, la poesia di Faber il ritmo di Bellafonte, la dolcezza di Mozart e il tocco di palla di Baggio e la delicatezza di Veloso.
Simone: aggiungiamo per il dolce, il raffinato e disperato grido di Rino Gaetano!
Beppe: per esempio non c’è Dalla in questa lista, che per noi è una divinità.
Simone: però dopo l’intervista, ascoltate Matilda di Harry Bellafonte (e iniziano a canticchiarla all’unisono, ndr).

Cosa farebbe Beppe e cosa Simone se non fossero impermeabili?
Beppe: non l’impiegato di banca, questo è sicuro!
Non te lo so dire, sto bene con l’impermeabile, anche se ora fa caldo. La cosa positiva è che quando sono sul palco, sto bene e voglio solo stare lì. Idem quando lavoro a “Offtopic” per Radio24, quindi non vorrei fare nient’altro se non queste due cose.
Simone: più o meno è lo stesso. Forse aprirei una fattoria di animali in Salento vicino al mare, con orto e frutta. Ritornerei alla pastorizia insomma.

Smettiamo di chiacchierare e lasciamo spazio alla musica: Beppe e Simone ci intrattengono con una splendida versione di Anna e Marco di Dalla prima, e con un loro brano, La canzone Bipolare poi, facendoci ovviamente sganasciare dal ridere.

Chiudiamo quella che più che un’intervista si è rivelata una chiacchierata tra amici, parlando dei loro progetti futuri, alcune date estive in Salento, e una ripresa settembrina, con il nuovo video “La canzone esistenzialista” disponibile su YouTube dal 17 settembre.

Vi aspettiamo a Milano, Impermeabili!

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