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Video Marketing nel 2026: imprescindibile per la tua comunicazione

28/04/2026

Quante volte ti è capitato di aprire Instagram “solo per un secondo” e ritrovarti, mezz’ora dopo, ancora a scrollare un reel dopo l’altro? Non sentirti in colpa perchè non è un caso, è la potenza del video marketing. In un’epoca dove ci distraiamo con una facilità incredibile, il video è diventato il formato più efficace per catturare l’attenzione dell’utente, creare brand awareness e, spesso, convertire l’interesse in vendita. 

I dati del 2025 dimostrano che il video marketing è una realtà consolidata e diffusa. Secondo le proiezioni aggiornate di DemandSage, il video rappresenta ormai circa l’85% di tutto il traffico internet dei consumatori.

Questa egemonia ha spinto le aziende a una corsa all’adeguamento: oggi l’89% delle imprese utilizza il video come strumento di marketing, perché garantisce un ROI positivo.

Ma il video marketing è veramente necessario anche per le PMI? C’è modo di farlo con un occhio al budget e uno ai risultati? Come si fa il content video marketing in maniera efficace? Ne parliamo oggi!

piccole videocamere social

Cos’è il video marketing?

Il video marketing vede l’utilizzo di contenuti video nella strategia di comunicazione di un brand, e può essere inserito in diverse fasi del funnel:

  • per generare brand awareness (conoscenza del brand) – l’obiettivo qui è farsi conoscere da chi non ha mai sentito parlare del brand. I formati ideali sono i video emozionali o gli short-form esplosivi che puntano alla viralità. In questa fase il video non deve vendere, ma posizionare il brand nella mente dell’utente, associandolo a un’emozione o a una soluzione specifica.
  • per generare engagement e ingaggiare la community – una volta catturata l’attenzione dell’utente bisogna nutrirla. Si crea una connessione con la community attraverso video “dietro le quinte”, tutorial approfonditi, o dirette interattive, con l’obiettivo di migliorare la retention e fare in modo che l’utente si senta parte di una cerchia esclusiva.
  • per generare conversioni (vendite o raccolta di lead) – qui regnano i video testimonianza e i video personalizzati. Il video risulta capace di mostrare il valore reale dell’offerta e di guidare l’utente verso la CTA definitiva.

Come il video è diventato il linguaggio dominante online

Sarà scontato dirlo, ma sullo smartphone si usufruisce maggiormente dei contenuti video : oltre il 75% delle visualizzazioni video avviene oggi su dispositivi mobili, con una netta preferenza per il formato “short-form” (TikTok e Instagram reels e YouTube shorts) – 3 utenti su 4 dichiarano di preferire video brevi (sotto i 2 minuti) per scoprire e conoscere un nuovo prodotto.

Ma perché proprio il video? La risposta risiede nella sua straordinaria capacità narrativa: a differenza di un’immagine statica o di un testo, il video combina movimento, suono ed emozione, permettendo ai brand di raccontare storie in pochi secondi, facendo leva sul marketing emozionale. Questa natura immersiva genera un engagement senza paragoni: un video non si limita a informare ma fa vivere ricordi, crea sogni e aspettative, suscita emozioni, e tutto questo innesca “movimento” online, scatenando commenti, condivisioni e reazioni che alimentano viralità e fiducia.

Ma, ehi, non pensare che la TV sia morta! Al contrario gode di ottima salute, con circa il 94% della popolazione italiana che l’ha guardata nell’ultimo anno. È semplicemente il modo in cui si fruisce della TV che sta cambiando, grazie all’ampissima diffusione delle Smart TV (oltre il 50%).  L’utente oggi cerca storie, intrattenimento e soluzioni in modo fluido, passando dallo smartphone al grande schermo senza soluzione di continuità. 

Breve storia del video marketing

Il primo spot televisivo della storia fu una pubblicità statica degli orologi Bulova, trasmessa in USA prima di una partita di Baseball nel 1941. Più evocativa, la prima pubblicità a colori della televisione britannica: è il 1969 e una bambina si aggira per la bucolica campagna inglese, terra di coltura dei piselli surgelati Bird’s Eye. Visto il soggetto, oggi il claim sarebbe un filino problematico: “we pick ‘em younger”. 

In Italia Carosello esordì in Rai nel 1957, diventando occasione di sperimentazione di linguaggi e personaggi, nonché un fenomeno di costume.

Da allora il video marketing ha fatto tantissima strada: nel 2013 Facebook (oggi Meta) acquisisce Instagram, implementando una tecnologia che permette agli utenti di caricare video. Nel 2020 vengono lanciati i Reels, per contrastare la scalata di mercato di TikTok

Da quel momento tutti i principali social media sono video-first. Gli algoritmi privilegiano i video, e gli advertiser seguono. E i numeri della TV non sono da meno: la trasmissione di uno spot di 30’’ durante il Super Bowl arriva a costare fino a 7 milioni di dollari

Ma quindi, quali sono gli step da seguire per creare video che spaccano?

Come fare una strategia di video marketing nel 2026

Come già anticipato, il video è un formato che può essere usato su vari canali di comunicazione in diverse fasi del funnel di vendita. A prescindere dal suo diverso utilizzo, la strategia vincente per creare un video di successo è sempre la stessa:

1. Parti dagli obiettivi e definisci la distribuzione

Vuoi creare un video utile che le persone salvino su Instagram, o un video demo per una landing page? Capire cosa vuoi ottenere con il tuo video è il primo step per realizzarlo. Definisci poi una strategia di pubblicazione che includa canali organici, newsletter, advertising e l’integrazione nel tuo sito web o blog.

2. Definisci contesto e piattaforma

Non si può piacere a tutti (e va benissimo così!)
I contenuti video devono essere coerenti con il tuo brand: con i tuoi valori, con il tuo target, con il tuo tono di voce, che sono già stabiliti a priori (o almeno, così si spera). Partendo da queste basi puoi poi sviluppare il concept del video e adattare lo stile comunicativo in base alla piattaforma che utilizzerai. Per esempio, un utente su Linkedin cerca valore professionale, su YouTube si può usare un linguaggio più informale e realizzare video (anche) per intrattenere.

3. Scegli il formato giusto

Short form, video approfonditi, video interattivi o dirette live. I formati sono diversi, e la scelta del formato deve essere coerente con l’obiettivo e il budget a disposizione. Suggerimento: punta sullo storytelling, se fatto bene funziona sempre, a prescindere dal formato che sceglierai.

4. Costruisci il contenuto: hook, messaggio, ritmo

L’attenzione dell’utente è da catturare nei primi 3 secondi: il gancio iniziale deve essere dirompente, il messaggio chiaro e di valore, il ritmo deve mantenere alta la tensione visiva per evitare che l’utente skippi (e scappi).

5. Pianifica la distribuzione

Ora che il tuo contenuto è stato creato è pronto per essere visto: procedi con la pubblicazione, secondo quanto hai definito precedentemente. 

6. Ottimizza il video in chiave SEO e search

I video sono contenuti indicizzabili, quindi ottimizza titoli, descrizioni, tag e utilizza i sottotitoli (fondamentali per la fruizione mobile sound-off). Su YouTube e TikTok, la SEO è la chiave per farsi trovare da chi cerca soluzioni specifiche.

7. Misura i risultati e correggi la rotta

Analizza i dati: in ogni fase del funnel è importante osservare determinate metriche:

  • Brand awareness: visualizzazioni, copertura e reach, e completion rate (quante persone hanno guardato il video fino alla fine? Se è basso, il tuo “hook” iniziale ha funzionato, ma il contenuto ha annoiato).
  • Engagement e community: interazioni, tempo di visualizzazione medio, tasso di abbandono
  • Lead generation: click-through-rate (CTR), costo per lead, numero di lead ottenuti
  • Conversione: click-through-rate (CTR), costo per acquisizione, conversion rate

Usa questi insight per ottimizzare i video futuri e migliorare costantemente le performance.

I canali del video content marketing

YouTube

YouTube è la piattaforma per eccellenza del video marketing: il contenuto che offre è long-term, in formato video, appunto. I brand riescono ad avere accesso a un’audience ampissima tramite utenti in organico, adv o collaborazioni con creators e influencer.
Ecco alcuni dati per farti capire la capillarità della piattaforma:

Il business che ruota attorno a Youtube nel 2024 vale 39 miliardi di dollari (Thunderbit)

Gli utenti attivi a livello mondiale su Youtube sono 2.7 miliardi, e le ore di video viste oggi giorno sono oltre 1 miliardo (Thunderbit)

Guardando al nostro paese, le visite mensili sulla piattaforma sono 670 milioni, e gli utenti attivi 60.7 milioni. Nel nostro paese YouTube è uno dei più grandi motori di ricerca, secondo solo a Google.  (WeAreSocial

Il primato di utilizzo medio per ogni visita lo detiene proprio YouTube: oltre 20 minuti per ogni visita. Gli altri Big 4 (Google, Facebook, Amazon e Instagram) sono sotto i 16.04 minuti. (WeAreSocial

La piattaforma è diventata universale: oltre il 90% degli adulti USA sotto i 50 anni usa YouTube. Tra i 18 e i 29 anni, si sfiora il 95%, ma anche gli over 65 sono utenti abituali (65%). (Pew Research Center)

Video marketing sui social: perché ogni piattaforma è diventata video-first

Un tempo i social network erano usati per condividere testi (Facebook) o foto (Instagram). Niente stories, reels né shorts. Oggi invece tutte le piattaforme prevedono il formato del video. Questa scelta conviene a livello strategico, perché i contenuti video generano un tempo di permanenza superiore e, di conseguenza, ricevono una copertura organica maggiore. Per esempio, su Instagram, i Reels ottengono mediamente il 40% di visualizzazioni in più rispetto a un post statico o a un carosello (fonte).

Gli short-form video (TikTok, reels, shorts) vengono usati tantissimo dai brand nella fase di discovery. Persino la piattaforma B2B di LinkedIn ha accelerato l’integrazione dei video con il lancio di un feed verticale dedicato, registrando un aumento del 34% nel tempo di visualizzazione anno su anno (fonte). Le video-pillole informative e i “dietro le quinte” aziendali generano discussioni molto più profonde rispetto ai semplici articoli testuali, con un tasso di interazione sensibilmente più alto.

L’era della creator economy

I video prodotti da content creator e influencer consentono ai consumatori di scoprire come funziona un prodotto o un servizio, scoprendo vantaggi e difetti prima di acquistarlo. Molto più efficace di un contenuto testuale o iconografico, il video marketing dei testimonial risulta più autentico, genuino ed istruttivo.

La creator economy è un settore florido ed in crescita, e che ha un grandissimo potere: quello di creare una community e fidelizzarla. Non vale certo per tutti i creator, ma ce ne sono tanti di cui le persone si fidano più di un’amica, e che riescono a mandare sold out un prodotto online nel giro di poche ore.

Video Marketing 2026, i trend da tenere d’occhio

Il funnel si accorcia grazie agli “shoppable video”

Ridurre gli attriti nel processo d’acquisto è da sempre uno degli obiettivi primari del marketing, e i video shoppable consentono di fare un grande passo avanti in questi termini. I video shoppable consentono agli utenti di cliccare direttamente su un prodotto mentre appare nel video, vedere il prezzo in tempo reale e aggiungerlo al carrello senza mai interrompere la riproduzione. 

L’advertising nativo sulle piattaforme è ancora utile

Quando un brand investe per mostrare i propri contenuti su un sito terzo o sui canali social, parliamo di pubblicità nativa. Gli annunci nativi appaiono nel normale flusso dei social media, assomigliando più a contenuti di intrattenimento che ad annunci tradizionali. Mimetizzarsi con il contenuto li rende meno invasivi e più efficaci. Aumenta (di +6,8%) anche il numero di italiani che afferma di aver cliccato su un contenuto social sponsorizzato (14,1%), mentre diminuisce di 2,5% il numero di chi ha cliccato su un banner di un sito web (11,5%). (We Are Social)

Ottimizza il tuo video in chiave seo

La presenza di video in una pagina web non migliora solo la sua autorevolezza, ma i video stessi vengono promossi venendo mostrati in preview nella SERP. Win-win! Per questo è importante impostare correttamente i metadati del video, incorporando parole chiave pertinenti e garantendo che il contenuto sia strettamente in linea con la strategia SEO del sito web. Anche sui social è possibile indicizzare il contenuto dei video, inserendo dove possibile tag con parole chiave.

Scegli bene i tuoi testimonials, influencers e content creators

Per oltre il 38% degli utenti le piattaforme social rappresentano oggi la via principale per la scoperta di nuovi brand e prodotti (Digital 2026 Italy). Entrano così in gioco le collaborazioni con influencer e content creator, che fungono da vetrina per i brand. Più un influencer viene considerato “forte”, più la sua community è fidelizzata e incline a seguire i suoi suggerimenti.

Video marketing e intelligenza artificiale

I tool AI per editare i video sono ormai antiquati: la potenza dell’AI oggi è quella di creare versioni diverse dello stesso video, adattando script e tono di voce in base alle preferenze specifiche dell’utente. Non c’è più un video per tutti, ma un video su misura per chiunque lo veda.

Piattaforme come Idomoo o HeyGen consentono ai brand di inviare messaggi video in cui il volto o la voce del brand si rivolge all’utente chiamandolo per nome, citando i suoi ultimi acquisti o proponendo soluzioni basate sulla sua localizzazione geografica. Questo livello di personalizzazione granulare trasforma il video da un messaggio “uno-a-molti” a una conversazione “uno-a-uno” su scala industriale: i tassi di conversione aumentano vertiginosamente, così come la fiducia verso il brand. Insomma, la potenzialità dell’AI nell’industria creativa è infinita. 


Video marketing: 3 esempi di successo

Che tipo di bellezza vogliamo insegnare all’AI?

Brand: Dove
Canali: YouTube e social
Ci piace perché
Dove continua la sua battaglia per sostenere la bellezza autentica di ogni donna, in tutte le sue forme e diversità. In questo video sfida l’intelligenza artificiale, mostrando come l’IA tenda a riprodurre stereotipi di bellezza irrealistici, contrapponendo invece le immagini scelte da Dove, realistiche e inclusive, ribadendo il proprio impegno a non usare mai immagini generate artificialmente per rappresentare le donne. È un esempio potentissimo di marketing etico, ovvero di come un brand possa prendere posizione su un tema etico (e tecnologico) attuale.


What’s next?

Brand: Patagonia
Canali: YouTube, social, CTV, Digital OOH, Cinema
Ci piace perché
Patagonia non delude mai: per il suo 50° anniversario ha deciso di guardare ai prossimi 50 anni, suoi e soprattutto del pianeta. Per esprimere la loro mission “Abbandoniamo la crescita fine a sé stessa e usiamo la ricchezza che creiamo per ripristinare e proteggere la Terra” hanno realizzato questo filmato in cui, attraverso una serie di immagini dal grande impatto visivo, raccontano il proprio concetto di futuro: “salvare il nostro pianeta”.


Make health last

Brand: Heart and Stroke Foundation
Canali: YouTube, social, CTV, Digital OOH, Cinema
Ci piace perché
È impattante, fa riflettere, è emozionale
. La campagna mostra il contrasto tra la vita che gli anziani desiderano e quella che rischiano di vivere se non adottano abitudini sane. L’effetto è immediato e il messaggio chiaro: muoversi e prendersi cura della propria salute oggi significa guadagnare anni in salute domani.


Torneresti indietro?

Brand: Sottosopra
Canali: social
Ci piace perché
Qui siamo di parte, ma siamo anche estremamente orgogliose del progetto di comunicazione che abbiamo realizzato per la nostra città. L’obiettivo era di creare una reputazione positiva della mobilità sostenibile e della città per le persone in generale, incoraggiando le persone a cambiare e migliorare le loro abitudini. Ma visto che sappiamo bene quanto è difficile accettare qualsiasi tipo di cambiamento, abbiamo agito all’inverso, dicendo alle persone che un’area pedonale sarebbe tornata a essere invasa dalle macchine. Niente spoiler, ti lasciamo al video per vedere la loro reazione!

reel instagram di Nic Bello, C40, Sottosopra comunicazione sulle aree pedonali a milano. Creative Direction: Nic Bello e Elena Milazzo

Video marketing per PMI: è davvero necessario?

Abbiamo sdoganato il fatto che il video marketing non sia un lusso da multinazionale con budget a sei zeri, anche perchè al tuo cliente non interessa nulla della tua produzione cinematografica in 8K: cerca autenticità, connessione, emozione. Si possono creare video, campagne e rubriche interessanti con un po’ di creatività: mostra la realtà del dietro le quinte del tuo business, risolvi un problema in 30 secondi, mettici la faccia. 

Per Natale 2022 abbiamo realizzato una campagna per creare una reputazione positiva della mobilità sostenibile, sensibilizzando le persone sul tema. 

Ne è uscito uno spot efficace, divertente e che ha comportato pochi sbattimenti. Per darti un’idea del setting e dei costi:

Sottosopra Natale 2022
  • Costume babbo Natale: 15€
  • Location: Viale Bianca Maria, dietro l’ufficio: 0 €
  • Girato con: Iphone 10 del 2018
  • Attore: fidanzato sottopagato: 0€
  • Comparse: traffico spontaneo al 100%: 0€
  • Props: 1 sacco della spazzatura 0,30 €

Le persone vogliono guardarti negli occhi, sentirsi rispecchiate nella filosofia di un brand, e parte di una community. E per farlo non bastano più foto e contenuti testuali, che probabilmente leggeranno solo tua mamma e la tua migliore amica.

Noi ci siamo!

Insomma, la tua comunicazione non può prescindere dai video. La tecnologia c’è, i dati parlano chiaro e gli strumenti AI fanno metà del lavoro sporco al posto tuo: niente più scuse! 

Se hai difficoltà nel passare dalla teoria alla pratica e hai bisogno di qualcuno che ti aiuti a realizzare la tua strategia video scrivici, siamo qui per questo.