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Perché il turismo al femminile sta cambiando

17/07/2026

Non è solo turismo, è turismo al femminile, un fenomeno in crescita che vede sempre più donne viaggiare in solitaria, alla scoperta del mondo ma soprattutto di se stesse. Per capire la portata e la crescita del fenomeno è indispensabile ripensare il concetto di “solitudine” e di indipendenza femminile. L’evoluzione della società ha profondamente trasformato il ruolo delle donne, i rapporti sociali e la libertà di vivere la propria vita senza obblighi precostituiti legati alla famiglia. Se viaggiare da sole un tempo era qualcosa di impensabile oggi è sempre più un’espressione di autonomia e consapevolezza. Il concetto di solitudine parte da qui, non è isolamento ma un momento di raccoglimento personale alla ricerca di nuovi stimoli ed esperienze. È un profondo cambiamento culturale che diventa anche un segmento di mercato che attira tour operator, influencer e mondo dell’editoria. I numeri lo confermano: le donne che viaggiano in solitaria aumentano, i viaggi organizzati per sole donne pure, e in Italia le cicloturiste sono quasi raddoppiate in un solo anno, passando dal 29,7% al 47,1% del totale. In questo articolo “viaggeremo” con loro, per capire cosa le spinge a partire da sole, quali sono le motivazioni e paure che affrontano, quali emozioni rendono un viaggio diverso da una semplice vacanza. Esploreremo i dati, la questione sicurezza, i nuovi modi di viaggiare  e qualche risorsa pratica per chi vuole partire.

Donne in viaggio: i numeri di un fenomeno

Il fenomeno è in crescita e i numeri lo confermano: secondo Forbes le donne rappresentano circa l’85% dei viaggiatori in solitaria, una percentuale sorprendentemente elevata se si considerano le barriere culturali, gli stereotipi di genere e il tema della sicurezza. Un dato che racconta non solo la crescita del fenomeno, ma anche un profondo cambiamento sociale e culturale. Le prenotazioni di viaggi per donne che viaggiano da sole sono aumentate delle seguenti percentuali su base annua, secondo i dati aggregati di Booking, Hostelworld e Airbnb:

  • 2022: + 38%
  • 2023: + 24%
  • 2024: + 24%
  • 2025: + 14%

La crescente tendenza delle donne che viaggiano da sole riguarda anche l’Italia e questo è un dato sociologico di grande interesse. La donna italiana proviene infatti da un retaggio culturale che l’ha vista ricoprire prevalentemente ruoli familiari e di cura, che hanno limitato la sua autonomia e autodeterminazione. Oggi lo scenario è completamente cambiato e il viaggio in solitaria è un’espressione proprio di questa ritrovata indipendenza e della propria libertà di scegliere.

Elena moglie devota di Bruce Springsteen

Ma qual è l’identikit della viaggiatrice solitaria italiana? 

Secondo la sociologa Rosantonietta Scramaglia ci sono due tipi di donne viaggiatrici: la giovane che sta gettando le basi per il suo futuro di vita e professionale e vuole fare un’esperienza formativa e la signora di una certa età che vuole prendersi uno stacco dalla famiglia oppure è separata o vedova. Naturalmente questa classificazione contiene molte sfumature (le nomadi digitali!) ma in comune c’è la stessa aspirazione: non limitarsi, sentirsi libere fino in fondo e affermare se stesse. Chi viaggia da sola si sente forte, anche un po’ invincibile e ogni viaggio è come se rispondesse sempre allo stesso schema: adrenalina a mille prima di partire e senso di grande forza e fiducia quando torni.

Un fenomeno di questa portata non poteva sfuggire all’industria del turismo che ha registrato una crescita dei tour operator rivolti esclusivamente alle donne. Secondo le statistiche del 2025 di Condor Ferries, negli ultimi anni le aziende turistiche dedicate a una clientela esclusivamente femminile sono aumentate del 230%!

E le destinazioni? Quali sono le più attrattive per le donne che viaggiano da sole?
Secondo la classifica di Much Better Adventures nel 2025 l’Italia si è attestata tra le top 5 destinazioni per le viaggiatrici solitarie. L’offerta turistica, il patrimonio culturale, la natura, l’eccellenza enogastronomica sono tutti elementi di grande attrazione per chi deve scegliere la meta del suo viaggio. Sempre secondo la classifica le destinazioni più attrattive a seguire sono state Giappone, Norvegia, Spagna e Albania. Much Better Adventures ha preso in considerazione le recensioni dei propri clienti combinandoli con altri fattori quali la sicurezza e accessibilità dei prezzi. 

La questione sicurezza

Per quanto riguarda la sicurezza, il tema continua ancora a rappresentare il maggiore ostacolo per l’autonomia delle donne. In Italia i numeri sono purtroppo ancora molto elevati: Il 90% delle italiane non si sente al sicuro in viaggio e questo è un dato che merita attenzione. Il tema della sicurezza influenza ancora le scelte di viaggio delle donne che per timori e limitazioni vedono compromesso il loro desiderio di autonomia. Il problema del gender gap vale per la mobilità in città come per un viaggio in solitaria: la sicurezza rimane un elemento che determina la pianificazione di un viaggio, dalla scelta della destinazione agli spostamenti fino all’alloggio.

Scegliere una destinazione in cui le infrastrutture tengano conto delle esigenze delle donne è sicuramente un elemento determinante. Trasporti efficienti, spazi pubblici ben illuminati, “taxi rosa” serali a prezzi calmierati, informazioni chiare sono solo una parte delle tante soluzioni che contribuiscono a migliorare la libertà di movimento e autonomia in condizioni di maggiore serenità. 

Come viaggiano le donne?

Questa nuova frontiera di libertà trova ancora riscontro nelle statistiche: sempre secondo Condor Ferries nel 2025 il 64% dei viaggiatori nel mondo sono donne e il trend aumenta: nel 2025 la percentuale di donne che hanno espresso il desiderio di viaggiare da sole è del 45%, ossia + 8% rispetto al 2024. Età diverse, destinazioni diverse ma tutte connesse, aggiornate, ispirate dai social media dove altre donne che hanno fatto questa esperienza raccontano e si raccontano. La viaggiatrice solitaria preferisce low season, prenota in anticipo, sceglie strutture piccole e locali. È un cambiamento culturale che va di pari passo con l’evoluzione delle donne nella società, pur restando ostacoli e disuguaglianze che rendono il viaggio in solitaria più critico rispetto agli uomini.

Si tratta di interventi che rientrano in una visione più ampia di turismo accessibile, un modello che garantisce a tutti il diritto di muoversi, viaggiare e vivere la destinazione in condizioni di inclusione e pari opportunità.

Gruppo di donne con zaino

Viaggi di gruppo per donne

Non c’è solo la viaggiatrice solitaria: è boom anche per i viaggi organizzati tra donne. I tour operator hanno intercettato questo segmento di mercato e offrono opportunità ad hoc. L’offerta è ampissima: dai tour culturali ai viaggi naturalistici fino ai percorsi enogastronomici o a tema. Chi parte può affidarsi a programmi organizzati, che agevolano l’organizzazione del viaggio, favoriscono la socializzazione e permettono di viaggiare in serenità.

Ma le donne possono anche decidere di organizzarsi autonomamente perché già amiche o perché si appoggiano a una community con cui condividono gli stessi interessi. Le modalità sono tante e tutte percorribili: quello che conta è il viaggio, ancora prima della meta.

Un aspetto interessante del fenomeno è che oltre i tour operator e community le viaggiatrici stesse possono a loro volta mettere a disposizione la propria esperienza e trasformarsi in creator di contenuti fino a diventare autrici di guide turistiche o blog.

Anche l’editoria ovviamente non poteva non accorgersi di questo settore in crescita e difatti sono moltissime le pubblicazioni dedicate alle donne che viaggiano in solitaria:

Le donne che viaggiano in bici

E la bici? Impossibile ragionare sul viaggiare al femminile senza includere il cicloturismo: sempre più donne infatti decidono di esplorare il territorio viaggiando su due ruote e godendo il piacere di un viaggio lento e sostenibile.

Il segmento di mercato è in continua crescita: in Italia le donne cicloturiste sono passate dal 29,7% (2024) al 47,1% (2025). Pedalare è una grande sfida e anche nel cicloturismo si ripropone il tema della sicurezza: “Ma davvero non hai paura a viaggiare da sola”? Quante volte si è sentita fare questa domanda Ilaria Fiorillo, che della bicicletta ha fatto la sua ragione di vita e di viaggio.

No, io non ho paura di viaggiare in bici da sola: quello che mi fa paura è l’idea di rinunciare alla felicità che provo quando mi ritrovo a pedalare libera, solo io e la bicicletta”.

Donne libere, che inseguono un sogno e lo realizzano: partire da sole, anche in sella ad una bicicletta.

In occasione della Fiera del Cicloturismo 2026 BikeItalia ha rilevato come cresce l’appeal della bicicletta tra giovani e donne e ha evidenziato best practice europee come i progetti Women in Cycling e Bike Wanderer, volti a promuovere la presenza femminile nel settore. Silenziosa, inclusiva, “romantica”, la bicicletta è diventata un mezzo tra i preferiti dalle donne per viaggiare, perché unisce libertà e contatto diretto con il territorio.

Dormire diversamente: home exchange e ospitalità diffusa

Si chiama “Home exchange” ed è una formula di ospitalità che permette di viaggiare scambiando la propria abitazione con quella di un’altra persona. I numeri sono in crescita: HomeExchange è attualmente la più grande piattaforma di home swapping al mondo e in Italia nel 2025 ha chiuso con un incremento del 45%rispetto al 2024 con 39.400 scambi. Non è solo una questione economica: chi sceglie questo modello entra nella casa reale di un’altra persona, nella sua quotidianità, fuori dalla dimensione del turista tradizionale. Ed è esattamente il tipo di viaggio che molte donne cercano.

L’evoluzione di questo modello di turismo collaborativo è Kindred, che ha rinnovato la formula di home exchange per rendere la pratica ancora più flessibile: quando non è possibile il tradizionale scambio simultaneo di casa, gli utenti mettono a disposizione la propria abitazione durante la loro assenza guadagnando un “credito” per ogni notte ospitata e accumulando così crediti da utilizzare per soggiornare nelle abitazioni di altri membri. Kindred ha anche lanciato il “Women Traveler Circle” che permette di filtrare i membri e fare scambi di casa esclusivamente all’interno della cerchia di donne e persone non binarie, un segnale chiaro che il mercato si sta adattando a un pubblico femminile sempre più esigente e consapevole.

C’è poi la famosissima NomadSister, la piattaforma di ospitalità gratuita esclusivamente dedicata alle donne in cui l’accoglienza è affidata ad altre donne, che possono alloggiare in condizioni di totale sicurezza. Infine un’espressione di sorellanza internazionale con 5W (Women Welcome Women WorldWide), una delle storiche reti internazionali no-profit dedicate all’amicizia e all’ospitalità fra donne.

Queste piattaforme presentano caratteristiche molto coerenti con alcune esigenze delle viaggiatrici in solitaria:

  • soggiornare in una casa reale, vissuta da una persona del luogo permette di entrare maggiormente nella quotidianità delle persone, uscendo dalla dimensione del turista tradizionale;
  • vantaggio economico: lo scambio di casa consente di ridurre il costo dell’alloggio, quando non è addirittura gratuito come nel caso di NomadSister;
  • clima di fiducia che si crea con i profili e l’interazione tra membri.

Donne in viaggio: non solo in occidente

Studi recenti hanno iniziato a indagare un aspetto estremamente interessante e ancora poco approfondito: i viaggi in solitaria delle donne musulmane. La maggior parte degli studi esistenti si è concentrata su donne provenienti dai paesi occidentali, assumendone come universali i nostri modelli culturali e tralasciando così la complessità di altri contesti culturali. In realtà capire come viaggiano le donne musulmane e come la loro autonomia si intreccia con norme sociali, aspettative culturali e vincoli religiosi significa capire il loro percorso verso l’autonomia e autodeterminazione, che si sviluppa in forme diverse nelle diverse società.

I nostri consigli (pochi ma buoni)

Noi di Sottosopra sappiamo bene cosa sia viaggiare al femminile e abbiamo stilato un vademecum che aiuti ad orientarsi tra le offerte e opportunità per chi viaggia (anche non da soli!). Ecco i nostri consigli utili che possono aiutarti a viaggiare al meglio!

Non è solitudine, è libertà di scegliere

Secondo la Treccani viaggiare significa principalmente “Trasferirsi da luogo a luogo, per lo più distanti l’uno dall’altro, con un mezzo di trasporto”. Il suo significato tecnico non può però non rimandare al potente immaginario che evoca: andare in un luogo “altro” è un atto di crescita, di scoperta, di indipendenza. Le donne stanno vivendo questa conquista con sempre maggiore libertà ed autonomia e chi lo fa in solitaria compie un passo ulteriore perché si mette in gioco completamente e affronta l’ignoto soltanto con le proprie forze. Sole senza essere sole: in compagnia di se stesse alla scoperta del mondo.



Bibliografia:
Why Women Travel More Than Men, According To Experts
Solo Female Travel Statistics 2026: All the Real Data
Female Travel Statistics 2025
Perché sono soprattutto le donne a viaggiare in gruppo?
Solo female traveler
Behind the invisible walls: Understanding constraints on Muslim solo female travel