Google Maps per bici. Ma perchè il percorso “migliore” rimane l’auto?
14/09/2026
Abbiamo fatto alcune prove su Google Maps desktop e qualcosa non torna: quando cerchiamo un percorso in città, Google Maps ci indica quanto tempo impieghiamo per arrivare a destinazione in base ai mezzi a disposizione: in auto, con il bus, a piedi e in bicicletta. Si tratta di una funzione importante perché permette agli utenti di confrontare le diverse modalità di trasporto e scegliere quella più adatta per raggiungere la destinazione indicata.
A integrazione di queste funzionalità presenti, Google Maps ha introdotto la dicitura visibile percorso “migliore”, che identifica l’itinerario ottimizzato dall’algoritmo sulla base di dati come ad esempio traffico in tempo reale, condizione della viabilità, segnalazioni verificate. Ma è proprio su una funzione così importante che sorge il problema: Google Maps tende a suggerire l’auto come prima opzione, anche quando i tempi di percorrenza si equivalgono o sono addirittura superiori rispetto a quelli della bicicletta. Se poi si tratta di una destinazione in un’area pedonale, il sistema indica come percorso migliore il tragitto a piedi senza considerare comunque la bicicletta come alternativa equivalente se non più competitiva. Ci sembra un problema giusto da rilevare, anche se l’utilizzo su desktop è inferiore rispetto all’app.
È evidente dunque che Google Maps tende a proporre l’auto come modalità predefinita, anche quando ci si impiega meno ad andare in bicicletta.
Ma perché? È un errore, un algoritmo a cui non è simpatica la bici o qualche altro motivo che dobbiamo indagare? L’imminente Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2026) con tema “Mobility for Everyone” ci sembra il momento giusto per parlarne.
In questo articolo cercheremo di capire le ragioni di questa anomalia e del suo potenziale impatto sulle scelte di mobilità degli utenti.
Il tempo invisibile che Maps non calcola
Come sono stimati i tempi relativi al tragitto in auto? I tempi di percorrenza vengono stimati sulla base di diversi fattori quali ad esempio lunghezza del percorso, condizioni del traffico in tempo reale ed eventuale presenza di cantieri.
Resta però un tempo invisibile che Maps non calcola ed è il tempo necessario per trovare parcheggio. Si tratta di una variabile per nulla trascurabile, soprattutto nelle zone più congestionate dove la ricerca di un posto auto può incidere sensibilmente sul tempo complessivo di viaggio. A rafforzare questa considerazione ci vengono in aiuto i dati:
- In Italia la media è 30 minuti al giorno per trovare parcheggio e Il 30% del traffico urbano italiano è generato da auto in cerca di parcheggio
Resta quindi una domanda: il vantaggio attribuito all’automobile rispetto agli altri mezzi di trasporto corrisponde sempre ad un effettivo risparmio di tempo? E se non lo è, perché Maps associa il percorso migliore sempre e comunque all’auto?
Il ruolo delle imprese nella cultura della sostenibilità
Costruire una vera cultura della mobilità sostenibile significa depotenziare il ruolo dell’auto e della velocità. Anche le imprese sono chiamate a partecipare a questo cambiamento e contribuire ad abbandonare finalmente un modello di sviluppo ormai obsoleto e inadeguato. In particolare le aziende tecnologiche hanno una responsabilità ancora maggiore perché influenzano le scelte di miliardi di utenti: un servizio digitale infatti non è necessariamente neutrale e orienta le scelte in base a come presenta le alternative e a come definisce ciò che è “migliore”. Solo una maggiore consapevolezza di chi usa questi strumenti ci permetterà di capire se ci stanno realmente accompagnando verso la transizione sostenibile o se sono ancora legati al modello del secolo scorso.
Abbiamo chiesto a Gemini…ma la risposta non ci ha convinte

Alla nostra domanda: “come mai Google Maps desktop inserisce nel percorso “migliore” sempre l’auto?” Gemini ci ha dato una risposta articolata che però non ci ha convinte. I temi sollevati riguardano innanzitutto i percorsi eco-compatibili (la “fogliolina”) che verrebbero calcolati in base al minor consumo di carburante. Noi però riteniamo che utilizzare il consumo di carburante come parametro per individuare il percorso più efficiente sia una scelta in sé condivisibile se si è già deciso di prendere l’auto. Quando invece si confrontano modalità di trasporto diverse allora non si può non considerare la differenza di impatto ambientale tra auto e bicicletta: per la bicicletta l’impatto non è inferiore ma addirittura nullo. Gemini poi spiega che Google preferisce essere reattivo (dare all’utente quello che vuole subito, cioè la comodità dell’auto), piuttosto che proattivo (spingere verso la transizione ecologica a tutti i costi)”. Anche questa risposta non ci convince: l’obiettivo non è che Google Maps spinga verso la transizione ecologica a tutti i costi e che indichi sempre la bicicletta o gli spostamenti a piedi come prima scelta ma che la includa tra le opzioni consigliate ogni volta che ciò sia pertinente.
Ripensare il percorso “migliore”
Cosa potrebbe fare Google Maps per rendere equa la scelta del percorso? Innanzitutto potrebbe integrare alla funzione del percorso migliore quello “più sostenibile” offrendo così agli utenti più informazioni comparabili. Oppure potrebbe creare una tendina con filtri che permettano all’utente di scegliere i parametri con cui valutare il proprio tragitto: tempo, costi, impatto ambientale, accessibilità. In questo modo Google indicherebbe il percorso migliore sulla base delle preferenze degli utenti, dando una risposta che metta tutti i mezzi sullo stesso piano.
La risposta Sottosopra: il nudge
Il problema è chiaro: Google Maps su desktop indica nel percorso “migliore” l’auto, anche in casi in cui la bicicletta risulta chiaramente più competitiva. Come si può indurre gli utenti a non fermarsi al suggerimento di Google ma a considerare anche la possibilità di muoversi in modo “bike-friendly”? Ci può venire in aiuto il nudge: le modalità con cui vengono presentate le diverse opzioni giocano un ruolo fondamentale perché danno informazioni all’utente ma possono anche orientare le decisioni.
Il famoso esperimento a Milano della scala della metro trasformata in pianoforte ha portato le persone a fare di più le scale a piedi anziché a prendere quelle mobili.
Così nel caso di Google Maps si potrebbero apportare dei piccoli cambiamenti di interfaccia che guidino le scelte verso una valutazione più reale e completa di cosa rende un percorso “migliore” di un altro…una “spinta gentile” verso opzioni più sostenibili, che tuteli al tempo stesso la libertà degli utenti di scegliere
App alternative: sono amiche della bicicletta?
Un’app che ci piace molto è Citymappers che fa un’operazione di nudge: nel confronto multi-modale, indica addirittura le calorie che si perdono a seconda se si va a piedi o in bicicletta. Questo orienta l’utente su scelte che non avrebbe modo di valutare se non venisse offerto un servizio ricco di informazioni.
C’è poi Apple Maps, che dà come parametro il tempo che si impiega ad arrivare a destinazione in base ai mezzi e non include il parametro percorso “migliore”.
Waze infine è pure un’app di navigazione ma solo per auto…
Infine ci sono tantissime altre app che incentivano l’uso della bicicletta e, seppure votate al tempo libero o sharing, sono utilissime per raccogliere informazioni che Google Maps potrebbe integrare, per offrire una valutazione completa degli spostamenti in bicicletta.
Google Maps e il percorso migliore: facciamoci sentire!
L’opinione degli utenti conta e può orientare le scelte delle aziende. Per questo tutti noi possiamo fare la nostra parte e invitare Google a rivedere il modo di definire il percorso migliore.
Chiediamo a Google Maps di agire per una par condicio tra mezzi.
Di seguito spieghiamo l’iter da seguire per inviare una segnalazione:
- Accedere al proprio account Google.
- Aprire il menu ☰ in alto a sinistra.
- Selezionare Modifica la mappa.
- Scegliere La tua opinione su Maps.
- Descrivere il problema
- Inviare il feedback, con eventuale screenshot
Questo è il testo del feedback che si può utilizzare:
“Ho fatto alcuni test su Google Maps desktop e il percorso in auto viene indicato come “migliore” anche quando la bicicletta risulta nettamente più rapida e competitiva.
Chiedo a Google di rivedere l’algoritmo che definisce il percorso “migliore”: quando la bici è l’opzione più efficiente, deve essere suggerita e valorizzata.”
Questa segnalazione è un gesto semplice ma importante: significa far arrivare direttamente a Google la nostra voce e le nostre proposte per migliorare il servizio.
Google Maps e la risposta che attendiamo
La bicicletta è un mezzo straordinario, non inquina, non fa rumore, occupa poco spazio pubblico, è economica e permette di muoversi velocemente. Eppure per Google Maps desktop la bici non è mai inclusa nel percorso “migliore”. Ma su quali parametri è calcolato questo percorso? La velocità non può essere perché è spesso la bicicletta ad essere più veloce. La sostenibilità neppure perché l’auto inquina e la bici no. Nemmeno sui costi c’è confronto perché l’auto ha costi che la bici non ha.
Continuare a migliorare i propri strumenti per incentivare la mobilità sostenibile non è solo una questione tecnica ma di visione: solo Google ci può rispondere.
Bibliografia:
Ogni giorno gli italiani perdono 30 minuti per parcheggiare l’auto
Nudge – La spinta gentile
Le scale della metropolitana di Milano diventano un pianoforte