Caterina Zanzi, l’instancabile blogger innamorata di Milano

15 Maggio 2019 Sottosopra Comunicazione

Caterina Zanzi, l’instancabile blogger innamorata di Milano

Giorni fa vi abbiamo parlato dei migliori portali e App per scoprire cosa fare in città, tra questi non poteva certo mancare Conosco un Posto, blog nato nel 2014, a oggi tra i più letti da chi cerca i migliori locali, ristoranti ed eventi a Milano. 
Caterina Zanzi, fondatrice del blog, è una trentenne milanese “sempre sul pezzo”, che adora girare la sua città in lungo e in largo e raccontare alla sua community (che conta oltre centomila follower tra Facebook e Instagram) le sue esperienze top e flop, supportata da una redazione di dieci persone che condivide la sua stessa passione.
Cosa ci piace di Conosco un Posto?
Il fatto che sia un blog sincero e appassionato e che non se la tiri neanche un po’, anche se potrebbe visto il successo che ha.
Intervistando Caterina abbiamo compreso da subito il suo grande amore per una città in continua evoluzione come Milano, che tutte noi in Sottosopra adoriamo, e la sua passione per la scrittura, che sia per lavoro o per hobby.
Perché per Caterina il blog rimane un passatempo divertente, non un lavoro, e proprio questo le consente di rimanere fedele al suo obiettivo principale: parlare (e scrivere) di ciò che le piace per puro diletto, senza obblighi o doveri.

Chi è Caterina?
Che domanda difficile! (ride)
Allora, sono milanese e questo per me rappresenta un fil rouge con tutta la mia vita e con quello che ho fatto finora. Sono nata e cresciuta qui, e nonostante l’Erasmus in Belgio (quando studiavo filosofia in Statale) ed esperienze di lavoro all’estero, in Inghilterra e negli Stati Uniti, sono sempre tornata. Amo Milano e non sono mai riuscita a staccarmi da qui.
Ho sempre voluto fare la giornalista e nonostante io abbia iniziato nelle PR, lo stage in una rivista trade b2b (che tratta di moda e lusso) è diventato oggi il mio lavoro.
Nel 2014 ho aperto il blog per pura passione: sono curiosa e amo scoprire e vedere cose nuove, un’attitudine che mi è stata trasmessa dai miei genitori, che sin da piccola mi hanno sempre portata in giro. Mio padre è tra quelli che hanno la “Guida alle Osterie” in macchina, perché non sia mai fermarsi in autogrill!).
Per gli amici sono sempre stata un punto di riferimento su cosa fare e sui posti da vedere e così, dopo aver scritto anni per magazine di food e lifestyle, ho deciso di aprire un blog tutto mio dove pubblicare consigli su locali, ristoranti, viaggi e via dicendo.

Tre aggettivi per descriverti.
Curiosa sicuramente, sia nel bene che nel male, decisamente alla mano e parecchio sensibile.

Peggior difetto?
Sono un pochino permalosa!

I pregi che cerchi negli altri.
La comunione di interessi: essere in sintonia, condividere passioni e hobby è importante, soprattutto perché è stimolante e consente di confrontarsi sempre. Mi piacciono i rapporti “dinamici”, quelli da cui si impara sempre qualcosa.

“Conosco un posto”: da dove arriva il nome?
In realtà arriva in maniera un po’ banale: volevo parlare di posti e desideravo che il messaggio fosse colloquiale e rimanesse in testa. Un nome facilmente “memorizzabile” insomma.
E poi “conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre vento” è il verso di una canzone di Lucio Dalla che amo, “Cara”, e adorando il grande Lucio, l’ho fatta un po’ mia.

Oltre 50 mila fan su Facebook, quasi 60 mila su Instagram, numeri da influencer. Ti definisci così o la cosa non ti piace?
Alle definizioni bado poco, se mi definiscono influencer possono farlo, non c’è problema. Come in tutti i lavori, le “etichette” possono essere positive o negative a seconda di come si svolge il proprio lavoro. In ogni campo c’è chi è più o meno bravo, chi più e chi meno onesto.
Se proprio devo definirmi, mi vedo più che altro come una content creator piuttosto che come una influencer.

Sei una personalità molto nota online, ti capiterà quindi di ricevere proposte di collaborazioni e adv, eppure non sei una “spammer” come se ne vedono in giro ultimamente. Con che criterio scegli chi “sponsorizzare” e chi no?
Mi guida la passione. Scelgo tra le tante proposte che ricevo facendo un’enorme scrematura: in genere è un 90% di no e un 10% di sì, perché cerco di rimanere fedele e in linea alle cose di cui parlerei a prescindere dal fatto che dietro ci sia o meno un ritorno economico. Ho il mio lavoro e il blog è una passione vera e propria, non ho la necessità di guadagnarci per vivere.

Hai pochi haters e moltissimi follower affezionati e alcuni li chiami addirittura “team tatoni”: il fatto di essere poco criticata in un mondo come quello social pieno di leoni da tastiera immagino ti faccia molto piacere. Come reagisci alle eventuali critiche che ricevi?
Ricevere poche critiche mi rende felice, non posso negarlo. Quando ne arrivano di costruttive, ben venga: mi aiutano a mettermi in discussione e a farmi crescere. In linea di massima cerco sempre di spiegare e motivare alla community cosa faccio e perché, e credo sia questo ad aver creato un rapporto di fiducia con i miei follower. 

Su Conosco un Posto siete di fatto una redazione a tutti gli effetti.
Come organizzate riunioni, incontri, brainstorming tra i mille impegni lavorativi e non? Qual è il segreto per riuscire a portare avanti un progetto così ben riuscito nonostante il poco tempo?
Mi piacerebbe dirti che siamo un team pazzesco e super organizzato ma… in realtà non è così! Ci vediamo sempre una volta a settimana per andare fuori a cena ma finisce sempre che al terzo bicchiere di prosecco ci rendiamo conto che non abbiamo parlato di lavoro!
Siamo in dieci oggi e ognuno di noi fa lavori diversissimi: chi il medico, chi l’avvocato, chi l’architetto, ma siamo legati dalla stessa passione. Non abbiamo un piano di battaglia e non ci sono obblighi o doveri.
Condividiamo idee e proposte in una chat WhatsApp proprio come un gruppo di amici, e lì prende vita tutto, ci scriviamo e coordiniamo. È tutto molto “liquido”.

Blogger a cui negli anni ti sei ispirata o “competitor” che temi/ammiri?
Seguo più che altro testate di settore, quelle ricche di contenuti e affidabili per news e approfondimenti. Per citarne alcune: Gambero Rosso, Dissapore, Fine Dining.
Ho sempre cercato di dare quell’impostazione un po’ più giornalistica se vogliamo al blog, perché è quello che più mi piace di questi magazine.

Posti del cuore a Milano.
Il Chiostro delle Rane (dietro Santa Maria delle Grazie), un posto pazzesco!
E poi adoro la Vigna di Leonardo, andateci se non l’avete mai vista!
Tra i locali il “Faccio Cose Vedo Gente” in zona Cenisio, un posto specializzato in tartare buonissime!

Il locale o ristorante dove non torneresti mai.
Nella rubrica Flop del blog ne trovate parecchie, forse siamo gli unici a parlare anche dei posti che per noi sono un “no”!

Noi come te adoriamo Milano, quale pensi sia la cosa in cui è più cambiata negli ultimi anni e che l’ha resa la città che è diventata oggi?
Penso che il grosso miglioramento ci sia stato durante e dopo Expo.
Senza entrare nella questione, Expo ha avuto molti detrattori per diversi motivi, ma è stato un catalizzatore di investor che hanno saputo movimentare la città. Penso ad alcune zone che hanno visto la luce grazie a loro, come City Life o ad altre cambiate in maniera incredibile negli ultimi cinque anni, come Porta Nuova o Isola.

Qual è l’aspetto del tuo lavoro che ti piace di più e quale di meno?
La cosa che preferisco è che è un lavoro vario: ogni giorno hai a che fare con situazioni diverse, non ti annoi mai, affronti sempre cose e persone nuove.
Quella che mi piace di meno è che ci sono giorni in cui hai a che fare con talmente tante cose che a volte ne esci un po’ sopraffatto.
Io poi sono sempre connessa con una community di centomila persone, e ci sono giorni in cui ricevo quasi 200 messaggi su Instagram e voglio assolutamente rispondere a tutti! Ecco a volte avrei bisogno di un po’ di detox.

Se non facessi questo lavoro, cosa ti piacerebbe fare?
Al di là dei sogni da bambina, quando volevo cantare o fare la tennista, ho sempre voluto scrivere, è la mia più grande passione, anche se all’inizio era solo un hobby.

Come sarà Caterina da qui a 10 anni?
Non faccio progetti a lungo termine né li metto nero su bianco: mi piace mettermi sempre in gioco, lasciarmi sorprendere da cosa mi succede. Anzi, non vedo l’ora di scoprire cosa accadrà in futuro!

Da esperta e appassionata di social network: quale social pensi che a breve si esaurirà e quale invece pensi abbia ancora molto da offrire in futuro?
Io credo molto nei blog. Nonostante oggi ci siano pochi influencer che scrivano realmente sul proprio blog, io sul mio ho oltre cinquecentomila visite ogni mese e penso abbia senso e valore continuare a fare ciò che faccio.
Facebook e Instagram sono in continua evoluzione e anche lì è tutto molto liquido. Credo che il contenuto più importante oggi siano i video, basta pensare alle Stories su Instagram o al successo di YouTube.

La cosa più Sottosopra che hai mai fatto?
Penso sia stata quella di rimanere a Milano nonostante le opportunità e le proposte di lavoro che negli anni ho ricevuto. Forse la strada più semplice sarebbe stata andare via, invece ho voluto scommettere su me stessa e sulla mia città , aprire il blog e investirci tempo ed energie.
Ci ho creduto e finora posso dirmi soddisfatta della mia scelta “sottosopra”!


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