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IL PESO DI UNA VITA: 60 ragazzi hanno riscritto la comunicazione sulla violenza stradale. 

IL PESO DI UNA VITA: 60 ragazzi hanno riscritto la comunicazione sulla violenza stradale. 

Quando la Città metropolitana di Bologna, nell’ambito del progetto Mobilità Sicura di ANCI, ci ha chiesto una campagna sulla violenza stradale rivolta ai giovani, in agenzia è partita la ola. Insieme alla Fondazione Michele Scarponi, abbiamo seguito tutte le fasi del progetto, dalle formazioni in aula, ai brainstorming, ai momenti di facilitazione e coaching per dare vita a una campagna che suona diversa dai soliti messaggi. Tanto per iniziare, suona. Ma partiamo dall’inizio.

Il risultato: un brano musicale e una campagna di lancio

Quegli stessi sentimenti, scritti velocemente su anonimi foglietti, sono diventate le parole di un pezzo rap.

Mentre al Liceo Musicale Lucio Dalla si componeva, si suonava, cantava e registrava una vera e propria canzone, negli istituti di grafica prendeva vita la campagna di comunicazione che l’avrebbe lanciata.

CORRI GUIDA MUORI. Il claim della campagna è nato così. Secco, diretto, senza filtri e senza se. Perché i ragazzi tra loro si parlano così. In un attimo può cambiare tutto quando sei alla guida, e a decidere sei tu con il tuo comportamento. Il claim, crudo anche nella sua rappresentazione visuale, è stato scelto tra molti concept validissimi, che verranno comunque esposti durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

Il ritmo delle tre parole è diventato la struttura di una campagna multisoggetto che colpisce i tre comportamenti più pericolosi:

·       CORRI GUIDA MUORI 

·       CHATTA GUIDA MUORI 

·       BEVI GUIDA MUORI 

La colonna sonora: Il peso di una vita

Mentre i ragazzi della grafica visualizzavano i poster, al Liceo Musicale Lucio Dalla si registrava il cuore del progetto. “Il peso di una vita” è un brano rap collettivo scritto, suonato, cantato e prodotto dagli studenti. Un pezzo che incalza, dove le parole accelerano come un’auto in corsa, fino a quando la vita scompare. Nel testo c’è tutto: l’irreversibilità, il senso di colpa, l’ingiustizia. Perché perdere la vita in uno scontro evitabile è esattamente questo.

Durante la presentazione finale, in conferenza stampa, è successo qualcosa di raro: una sala piena di energia, partecipazione, silenzi veri, applausi e occhi lucidi. I ragazzi e le ragazze non hanno solo presentato una campagna sulla sicurezza stradale. L’hanno suonata dal vivo. L’hanno resa viva.

Chi sono gli autori

La campagna è stata ideata e realizzata dalle classi degli Istituti Superiori Aldini Valeriani, Fantini e Istituto “Laura Bassi” – Liceo Musicale “Lucio Dalla”, con il supporto dei professori Antonio Motolese Lazzaro, Maria Panzone e Cosimo Caforio.

Musica curata dagli studenti: Eric Koci, Leone Ferrari, Niksa Gurioli, Giorgio Maldini, Stefano Cozzo, Leonardo Guidi e Nicholas Guz Sciarappa.

Testo degli studenti: Aurora Saccà, Michele Spinabelli, Leone Ferrari, Eric Koci e Erica Rubinetti

Il progetto “Mobilità Sicura” di Città metropolitana e Comune di Bologna è promosso da ANCI in collaborazione con UPI, con il sostegno del Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.

Il testo

Guardo l’ora sul quadrante, tempo fermo in un istante 
Salto nel vuoto, il fuoco scotta, tutto quanto è saltante. 
Uno sbaglio, un abbaglio, destino già segnato 
C’ero io su quel sedile, ma il domani è trapassato. 
Troppa fretta nella foga, sangue freddo che mi affoga 
Anima in bilico, panico clinico, il cuore si deroga 
Sono affacciato al balcone, ossessione in prigione 
Il talento si disperde in questa pessima visione. 

Il peso di una vita sopra la mia coscienza 
Ho perso la partita per la mia impazienza 
Non guardo indietro perché ho troppa diffidenza 
Il mio nome sulla cronaca, è fredda la sentenza. 

Restiamo qui
In un portale. 
L’amore muore 
E fa male 
È tutto un crollo e 
Un peso al cuore 
Ma il mio mondo finisce qui 

L’auto è un’arma carica, la guidi come una pistola 
Colpisci all’improvviso, la voce si ferma in gola 
Un passo, un messaggio, la vita che sì vola 
Un pedone, un dolore, una strada che resta sola. 
E non conta più niente quel bambino di anni fa 
Stringimi forte mamma, prima che il buio verrà.
Lancette ferme sul quadrante, è un’eclissi di momenti 
Sento il metallo che stride, i sogni diventano frammenti 
Non è uno sbaglio, è un abisso, un battito di ciglia 
E la mia vita che correva ora è cenere e bottiglia. 
Avevo il sangue che bolliva, puntavo alla vittoria 
Ma ho bruciato il domani scrivendo una tragica storia 
Affacciato a ‘sto balcone, la mia ossessione mi divora 
Il talento cade a terra e la colpa mi perfora. 
È un macigno sulla schiena, è un’assenza di coscienza 
Ho venduto il paradiso per un grammo d’incoscienza 
Piede sul freno ma il colpo è di scena, la vita si sgrana, la morte è catena, 
ho il sangue che freme, la colpa che preme, restiamo nel fango a marcire insieme. 
È un lampo, un impatto, ho infranto ogni patto, il cuore è un detrito, il cranio è distratto, 
non vedi che scatto? Mi perdo nel fatto, la strada mi mangia, mi sento un astratto. 
È un crono che corre, la torre che crolla, la folla che urla, la mente che molla 
la vita è una sola, si ferma in gola, un bacio, un messaggio, la fine alla scuola. 
Non c’è più lo spazio, non c’è più il tempo, divento silenzio, divento tormento, 
un urto, un lamento, un freddo momento, respiro l’asfalto, mi sento uno spento! 

Restiamo qui
In un portale. 
L’amore muore 
E fa male 
Tutto un crollo e 
Un peso al cuore 
Ma il mio mondo finisce qui