17 Agosto 2004

Meglio soli…

Questa te la devo raccontare, Frà.
Qui a Sassari ho una vicina cieca con il cane guida più indisciplinato del mondo. Morfeo, un labrador di un’ottantina di chili nero. La versione cane del mio gatto grasso, Pollo.
Morfeo è un proforma, una finta, un cataclisma per un non vedente che si presume abbia scelto un cane guida perché lo guidi, appunto. No. Morfeo non guida affatto, tira come un rinoceronte. Per strada vedi lui lanciato e dietro la padrona come un aquilone. Quando ha voglia lui, altrimenti è lei che tira.
Il primo impatto col mio gatto? Una corsa forsennata e abbaiante, pesante come quella di un brontosauro, bavosa viscida finto-aggressiva (ma questo lo sapevo io, non Pollo). Una donna seminata alle sue spalle, rimasta priva della sua “guida” – quindi salva – urlava a gran voce.

“Morfeo! Morfeo! Torna qui! Chi c’è??? Cos’è?”
“E’ un gatto, signora, solo un gatto.” (E per fortuna nella gabbia, penso)

Scusa, per un gatto il cane guida molla lì il cieco e fa tutto ‘sto casino?
La signora, raggiunta faticosamente la scala dove Morfeo abbaiava aggrappato al mio gatto-gabbia, spiega.

“Toscanno è, non ha mai visto un gatto. Si vede che lì già se li mangiano i gatti!”

Cosa c’entra?

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