Sottosopra incontra Ollum: quattro passi nella sostenibilità con Saverio Lapini

29 Novembre 2023 Irene Ivoi

Sottosopra incontra Ollum: quattro passi nella sostenibilità con Saverio Lapini

Ollum debutta nel gennaio 2023 dopo diversi mesi di preparazione e definizione del proprio quid.

E prende corpo grazie alle mamme di Saverio Lapini e Davide Treghini, i due founder, che in un supermercato aretino si incrociano e si raccontano le “ultime” dei propri ragazzi.

Davide e Saverio sono amici d’infanzia e come spessissimo accade, le scelte di vita compiute portano loro in differenti città e perimetri di interesse.

Davide T. più focalizzato su economia e poi master in fintech, blockchain e ingegneria energetica.

Saverio L. parte da una triennale in filosofia a Padova, che scopre essere per impostazione di costrutto identica alla matematica, e approda poi a Stoccolma per la magistrale in economia presso la Stockholm School of Economics.

Saverio Lapini scopre così la febbre della CO2.

Per più di due anni, infatti, Saverio si ritrova a muoversi in un ecosistema fatto principalmente di startup alla ricerca di software efficaci e affidabili (ma anche fortemente sostenuti in quel Paese con incentivi) in grado di calcolare le emissioni di Co2 e la carbon footprint.

Una giungla nella quale allenarsi a sopravvivere tentando di inventare il software migliore.

E così inizia a testare questi calcolatori e acquisisce dimestichezza visto che questi strumenti, apparentemente friendly, di fatto richiedono intelligenza e sapere per essere impiegati con successo.

Tornati in Italia e dopo un anno di lavoro in due big società di consulenza che offrono alle imprese misurazioni, rendicontazioni e supporto al bilancio di sostenibilità, Saverio e Davide decidono di mollare tutto e dare vita a Ollum, una realtà consulenziale pensata per guidare le aziende con accuratezza verso la misurazione e la riduzione degli impatti a zero.

Perché Ollum.

Misurare oggi i propri impatti in emissioni di CO2 è diventata una necessità che il mercato chiede.

Le imprese ne avrebbero volentieri fatto a meno visto che tutto questo richiede competenze che società manifatturiere o di servizi, specie B2B, non hanno.

E invece più fattori concorrono a far salire la febbre della CO2.

Gli obblighi crescenti di rendicontazione che in prospettiva si allargano ad una platea più ampia di soggetti che dovranno adeguarsi (direttiva CSRD), la necessità di decarbonizzare e/o compensare per non perdere competitività e per i settori obbligati essere conformi alle norme, il marketing della sostenibilità che oggi la impone come il Credo inevitabile, le imprese clienti che alla supply chain chiedono dati, la voglia di risparmiare costi in bolletta energetica mettono le imprese nelle condizioni  di dover misurare e poi ridurre i propri impatti.

Ollum è in grado di aiutare le imprese accompagnandole innanzitutto nel comprendere cosa per ciascuna ha senso mettere in piedi per interpretare al meglio la sostenibilità rispetto al proprio business e al proprio posizionamento.

Poi le segue lungo l’intero processo dalla misurazione fino alla riduzione e certificazione dei risultati raggiunti.

Ecco quindi che l’offerta si dipana tra: Life Cycle Assesment di prodotto e processo, calcolo della Carbon Footprint (CFP) e della Water Footprint (WF), e poi supporto a chi deve redigere un bilancio di sostenibilità, e a chi vuole conseguire il rating CDP sul cambiamento climatico.

Ma la cosa più importante è ciò che succede dopo la misurazione o rendicontazione.

E cioè il fatto che quasi il 100% dei loro clienti è interessatissimo a concretizzare un piano di  riduzione degli impatti.

Ollum Obiettivo, rendicontazione, footprint, strategia

Questo è il vero obiettivo smile di Ollum.

Infatti Ollum reputa la misurazione un mezzo e non un obiettivo.

L’obiettivo vero è ridurre la propria impronta e oggi chi non lo fa può anche perdere clienti.

Ci hanno raccontato di una società di componentistica per il settore moda che ha perso un cliente da oltre 1 milione di euro perché non conforme a degli obiettivi di sostenibilità che venivano loro richiesti. E non è così facile recuperare un cliente perduto per questi motivi, anche se la suddetta ha poi redatto un bilancio di sostenibilità e ha iniziato a porre in essere alcuni interventi specifici.

Ma come orientarsi per trovare l’aiuto migliore?

Ciò che appare chiaro da questo confronto con Ollum è che oggi aziende che offrono servizi di misurazione, compensazione e certificazione sono molto richieste, visto che la domanda di redazione di bilanci e piani di riduzione è in crescita.

Ma è altrettanto vero che coloro che offrono questi servizi spuntano come funghi in ottobre ed è quindi doveroso chiedersi come fa un’impresa a scegliere tra le tante proposte che circolano sul mercato?

Saverio mi conferma infatti che la concorrenza è serrata ma con orgoglio mi dice che quando Ollum fa un primo colloquio con il potenziale cliente, riesce a generare una fiducia che viene poi premiata quasi sempre con un incarico.

Questo ci dice che l’affidabilità e la competenza che Ollum è in grado di esprimere li premia.

Noi riteniamo che il loro pensare tailor made e metterci la faccia, senza delegare ad altri il compito, sia vincente.

E quindi non ci resta che augurare a Saverio e Davide un buon viaggio.

Le ottime premesse ci portano a pensare che si possa confezionare anche insieme delle proposte capaci di comunicare con efficacia dati e obiettivi prodotti da Ollum.

Sappiamo tutti che comunicare è importante tanto quanto fare, serve a costruire e rafforzare alleanze crescendo (tutti) in conoscenza e consapevolezza.

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Irene Ivoi

Mi sono laureata in industrial design con una tesi di economia circolare nel 1992. L’economia circolare in quel tempo non esisteva ma le ragioni per cui avrebbe dovuto esistere mi erano chiarissime. E per fortuna sono state la mia stella polare. Da sempre progetto strategie, scrivo, parlo e penso per aziende e organizzazioni pubbliche e private.