10 Consigli per un Natale più green

20 Dicembre 2021 Sottosopra Comunicazione

10 Consigli per un Natale più green

Ci stiamo avvicinando a quel periodo dell’anno in cui i buoni sentimenti (e il turbo consumismo) spesso hanno la meglio sui nostri standard etico-ecologici. Ecco perché abbiamo messo insieme 10 consigli per un Natale più green. Vivere un Natale più ecosostenibile è possibile e doveroso, particolarmente nell’anno dell’estate più calda mai registrata in Europa e delle alluvioni eccezionali negli stessi luoghi che hanno raggiunto 48° in agosto. Partendo dal presupposto che se i big del mondo non riescono a mettersi d’accordo su come eliminare le centrali a carbone, difficilmente il nostro menù vegano potrà fare la differenza (v. punto 10 per la gestione dei sensi di colpa), ma restare allineat* ai nostri valori ci aiuterà a sentirci parte del cambiamento.

Ecco quindi i nostri suggerimenti.

Consigli per un Natale più green: I regali

1.Regalare un’esperienza

Offrire un regalo da vivere, un’attività da fare insieme, insomma donare il proprio tempo è forse la forma più pura del dono. Lasciando da parte le inflazionatissime SmartBox emozionali si può pensare ad un cinema insieme o ad una gita alla scoperta di qualcosa di speciale. Per essere ancora più minimal o attenti al budget, si può sempre offrirsi di accompagnare la mamma a fare shopping nel negozio preferito o promettere di presentarsi tutte le settimane per il pranzo della domenica… (State rivalutando la smartbox vero!?)

2.Scegliere dei regali di seconda mano

Il mondo del second hand è in continua espansione e non è più solo appannaggio dei mercatini polverosi. A Milano si contano decine di mercatini pre-loved in questo periodo: c’è Remira Market – Reuse and Ravana, Wunder Market, Chez Babette – Garage Sale, East Market e alcuni tra i negozi di vintage più iconici d’Italia. E se avete qualche parente che arriccia il naso ricordategli che ricevere un oggetto pre-loved è sempre meglio che rimettere in circolo i regali improponibili del Natale passato (e se vi dicono che loro queste cose non le fanno: mentono).

3.Fare un regalo ecologico

Di regali ecologici ce ne sono tanti. In primis quelli che si mangiano! Il cesto di Natale è un dono che fa sempre piacere, meglio ancora se scegliete voi dove e come comprare le leccornie (v. punto 7 e 9). Poi c’è l’oggettistica durevole che può sostituire il mono uso (borracce, tazze d’asporto..) oppure la cosmetica sfusa: saponi e shampoo solidi, alternative riutilizzabili ai dischetti struccanti, dentifricio solido e chi più ne ha più ne metta! Puoi trovare il negozio che vende prodotti sfusi più vicino a te dalla mappa di Sfusitalia. Se siete di Milano la tappa obbligata è al Banco di Garabombo, il più grande tendone natalizio d’Europa dedicato al commercio equo e solidale in zona Pagano.

4.Comprare il regalo in un negozio di prossimità

Se vi dicessimo che lo spazzolino di bambù e il maglioncino pre-loved sono un’opzione adatta a tutti mentiremmo. Che fare quindi con quei regali che vanno comprati nuovi e belli? Il nostro consiglio è quello di scegliere i negozi di quartiere o i piccoli brand indipendenti. Se potete andarci a piedi o in bici è meglio ma se proprio dovete ordinare meglio farlo da brand green. Dove trovarli? Magari iniziando a seguire i nostri green fluencer preferiti.

5.Questione impacchettatura

La carta di regalo viene riutilizzata di anno in anno dalla notte dei tempi, da molto prima che il mondo si accorgesse di avere un problema con i rifiuti. Siamo tutti dei pro ad aprire i regali con cura e conservarne la carta, ma che fare se non è rimasta neanche una bustina dall’anno scorso? Ci sono varie opzioni. Opzione bella figura: utilizzare una bella stoffa e fare un pacchettino Furoshiki. È una tecnica giapponese di cui trovate le istruzioni qui. Opzione mi sono ricordat* all’ultimo dei regali, figuriamoci della carta: utilizzare una qualsiasi carta riciclata trovata in casa o nel cassonetto condominiale: giornali, cartoni, borsine di tela, tanto per darvi un’idea noi abbiamo impacchettato libri e CD così. Opzione voglio comunque comprarla nuova: la carta da pacco marrone in cellulosa è la più facilmente riciclabile e spesso è già riciclata. Basterà uno spago per il fiocco e il regalo minimal è pronto!

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6.Fare una donazione ad una causa che ci sta a cuore

Il regalo più plastic free di tutti è quello etereo. Se volete dare il buon esempio potete chiedere ai vostri amici e familiari di convertire il vostro regalo in una donazione ad un’associazione che vi sta a cuore. Organizzare collette digitali è piuttosto facile con tutti i siti e app che vi permettono di farlo a costo zero. Ricevere una tessera associativa a un’associazione affine al nostro sentire è un’idea sensata e molto gradita. 

Consigli per un Natale più green: a Tavola

7.Pensare ad un menù il più vegetale possibile

Nonostante il consumo di carne sia la prima causa dell’innalzamento dei livelli di Co2 nell’atmosfera e di deforestazione e depauperamento del territorio, parlare di menù natalizio vegetariano resta comunque un insulto nella cultura italiana (per non parlar di vegano, lì si rasenta la bestemmia). Ma si possono comunque fare dei passi in questa direzione che -spoiler- è anche meglio per la salute di tutti, ma qui mi taccio. Per prima cosa si può scegliere di rifornirsi di carne, affettati, formaggi e uova da negozianti la cui filiera è corta e verificata. In Italia siamo pieni di eccellenze, soprattutto a Natale dovremmo puntare in alto con la qualità e la sostenibilità. In secondo luogo ci si può far ispirare per aggiungere alternative vegetali. Ecco ad esempio il menù di Natale vegano della regina dei social in fatto di cucina vegetale: Carlotta Perego.

8.Niente roba usa e getta a tavola

Ammesso che quest’anno si torni ad ospitare, si sa che i piatti, i bicchieri e le posate extra sono sempre un problema. Il nostro invito è di astenersi dall’acquistarli anche se in carta o plastica “biodegradabile”. In primis perché proprio proprio biodegradabili non sono e poi perché non fanno altro che sommarsi alla già grande quantità di rifiuti Natalizi. Togliamo lo stigma dal chiedere in prestito coperti e suppellettili da tavola oppure affidiamoci ad una stoviglioteca. E poi, a noi la tavola piace con bicchieri, piatti e sedie tutte diverse!

9.Comprare alimenti sfusi e di prossimità

I supermercati in questi giorni fanno a gara a chi ha i packaging natalizi più grossi e sberluccicanti. Diffidiamo e scegliamo i mercati che vendono alimenti sfusi o impacchettati in un solo foglio di carta. Il packaging dei prodotti è una delle principali componenti dei rifiuti plastici in Italia, di cui solo il 43% viene riciclato. Ocio anche all’olio di palma la cui coltivazione è purtroppo la prima causa di deforestazione dei polmoni verdi nel nostro pianeta. Molti brand lo stanno sostituendo e lo indicano in etichetta, ma c’è chi continua a usarlo alla faccia dell’orango indonesiano in via di estinzione e della foresta amazzonica che recede.

10.Mollare il perfezionismo e i sensi di colpa, che il Natale è già abbastanza complesso di per sé

Avere una quotidianità etica ed ecosostenibile è già difficilissimo da sol* / nel proprio nucleo famigliare, figuriamoci con la famiglia allargata. Siamo consce che fare tutte le cose che vi abbiamo consigliato è costoso, time consuming e probabilmente vi farà passare per il/la rompiscatole radical della famiglia. La flessibilità è la chiave per sentirsi in pace con il mondo: a Milano diciamo “piötost che nient l’è mei piötost”. E scordatevi i sensi di colpa, che con quello che è successo alla COP26, non sarà il vostro arrosto natalizio a rovinare il futuro dei nostri nipoti.

Ma portare un po’ di buoni abitudini ecofriendly anche sulla tavola di Natale non fa male a nessuno, e ci sarà sempre lo zio novax che risulterà più sciroccato di voi! Buone feste da Sottosopra Comunicazione!