Instagram Stories: 5 consigli per utilizzarle al meglio

13 Dicembre 2018
13 Dicembre 2018 Sottosopra comunicazione

Instagram Stories: 5 consigli per utilizzarle al meglio

Instagram nasce a ottobre del 2010, e due anni dopo, quando conta circa 30 milioni di iscritti, viene acquistato da Facebook per un miliardo di dollari, per arrivare a valerne 35 nel 2014.
Oggi, dopo sei anni e alcune funzionalità in più – su tutte l’introduzione delle Stories – ha raggiunto un miliardo di utenti, numeri che confermano, ancora una volta, che ciò che Zuckerberg tocca, diventa oro.

In questi anni Instagram è diventato un vero e proprio strumento di comunicazione quotidiano, un mezzo espressivo a cui molti di noi ormai non saprebbero rinunciare, aziende in primis.
Tantissimi i brand, ovunque nel mondo, che scelgono questo social per le loro strategie di comunicazione, siano esse di brand awareness, lead generation o drive to store.

Secondo alcuni dati rilasciati da Hootsuite a ottobre di quest’anno, di quel miliardo di iscritti a Instagram, 19 milioni sono gli utenti attivi mensili italiani, e l’Italia si posiziona al 10° posto con la Germania per numero di utenti.
Nelle prime tre posizioni troviamo Stati Uniti (120 milioni), India (67 milioni), Brasile (67milioni).

Ad agosto 2016, Zuckerberg introduce le Stories, la feature che più di tutte ha saputo cambiare le sorti di Instagram, spalancando letteralmente la strada ai video e facendo crescere gli utenti in maniera esponenziale.

Gli utenti attivi che usano le Stories quotidianamente nel mondo, secondo i dati raccolti da Hootsuite, sono circa 400 milioni e pubblicano, in media, 95 milioni di post ogni giorno.
Un terzo delle Storie più visualizzate, a marzo 2017, appartenevano a quelle delle aziende, e con l’introduzione delle ads al loro interno – già dallo scorso anno – questo dato è destinato a crescere sempre più.

Visto l’incredibile numero di persone che utilizzano le storie ogni giorno nel mondo, 400 milioni appunto, Buffer e Delmondo, che si occupano di scheduling e analisi sui social, ne hanno analizzate oltre quindicimila appartenenti a 200 brand in tutto il mondo e hanno raccolto i dati più interessanti in un report.

In questo report troviamo i 5 punti chiave che a parer loro i marketers nel 2019 dovrebbero seguire per migliorare e ottimizzare i contenuti pubblicati nelle Instagram Stories dei brand, rispondendo in questo modo ad alcune delle principali domande che molti si pongono.

1 – Quante?

Riguardo il numero massimo di Storie da pubblicare durante un giorno, è interessante il rapporto sul tasso di completamento, ovvero il numero di volte in cui le Storie sono state guardate dal primo fotogramma all’ultimo.
Il rapporto mostra che il tasso diminuisce man mano che il numero di storie aumenta e, dopo sette Storie, scende sotto il 70%; è quindi necessario, per i marketers, riuscire a concentrare tutto ciò che si vuole comunicare in un giorno in sette frame e non oltre, in modo da soddisfare l’utente senza annoiarlo.

2 – Quando?

I momenti migliori per pubblicare le Storie sono indubbiamente quelli al di fuori dall’orario lavorativo canonico 9.00 – 18.00: la mattina presto, durante la pausa pranzo e la sera dall’ora di cena in poi.

Nel report di Buffer e Delmondo sono riportate le quattro migliori fasce orarie riferite alla zona Eastern Time (est Stati Uniti), in linea di massima valide per la maggior parte dei Paesi.

3 – Quali?

Secondo l’analisi effettuata, si ha una maggior frequenza di rimbalzo sul primo e sull’ultimo frame. Per mantenere quindi lo spettatore sulle Storie, è fondamentale posizionare il contenuto migliore al primo posto per catturare da subito la sua attenzione senza rischiare di perderlo già dai primi frame.

4 – Come?

Le Storie semplici performano meglio delle altre: l’obiettivo dei marketers deve essere quello di trasmettere in maniera semplice e chiara allo spettatore ciò che vuole dire in quindici secondi. Grafica statica ed essenziale, stile minimal e poco testo in overlay sono perfetti qualora non fosse possibile produrre brevi video professionali. “Be simple” è la parola d’ordine.

5 – Perché?

Per ottenere Storie sempre più performanti, è necessario monitorare con attenzione i risultati ottenuti: non solo il tasso di completamento, ma anche la copertura e le impression, la bounce rate e l’interazione media. Solo con l’osservazione attenta dei dati, è possibile conoscere al meglio gli utenti e produrre contenuti in linea con le loro abitudini e necessità.

Sottosopra comunicazione

Sottosopra è prima un modo di essere. Poi un’agenzia di comunicazione, con un logo che la dice lunga sulla quadratura delle nostre campagne online e offline. Quale che sia il piano media o il budget, la nostra natura non cambia: abbiamo grovigli per la testa, sì. Ci caliamo nei panni dei clienti, contravveniamo alle abitudini, creiamo un groviglio di idee, ricaviamo un concept creativo solido e molto social. In genere coraggioso e non palloso.

Comment (1)

Comments are closed.