14 Novembre 2006

Balliamo il tango dell’intelligenza.

Un buon allenamento anche per l’ intesa di coppia Ritmo e varietà dei passi rendono il cervello più vivace e reattivo. Affidabile come un ballerino.

Che il ballo migliori tono e mobilità muscolare e articolare, contrasti l’ osteoporosi e bruci calorie, non è una novità. Ma chi avrebbe detto che ha effetti benefici soprattutto sul cervello e perfino che c’ è un ballo che, in questo, ha più successo di altri? È proprio quello che hanno dimostrato alcuni ricercatori della McGill University di Montreal. Infatti, secondo gli studiosi canadesi il tango è il ballo ideale per migliorare – e conservare – le funzioni cognitive, specie in chi più giovane non è. Ma perché il tango? I motivi sono due: la specifica componente musicale e la grande creatività richiesta dalla parte motoria.
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La complessità e la varietà dei passi del tango, inoltre, oltre a richiedere disciplina e rigore, favoriscono una libertà di espressione straordinaria (vedi box sotto), facendo divenire il ballerino coreografo di se stesso. Questo insieme di reazioni favorisce la «neuroplasticità», ossia quell’ insieme di meccanismi di attivazione reciproca delle cellule nervose, i cui effetti sono le percezioni, i ricordi, le decisioni, le azioni, i sentimenti e le emozioni. Come gli esseri umani, infatti, il neurone intrattiene numerosi contatti che si rafforzano se confermati da un’ assidua frequentazione, ma si affievoliscono se trascurati.

Leggi l’articolo da Corriere della Sera, 12 novembre, 2006

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