Occhio alle strisce
È uscito il primo capitolo della nuova campagna per il Comune di Bologna, dedicata alla sicurezza delle persone negli attraversamenti pedonali.
La richiesta / Gli obiettivi
La richiesta dell’Amministrazione è stata netta: ripartire dalle strisce pedonali. Attraversare la strada in sicurezza è qualcosa che riguarda tutti, di qualsiasi età e abilità. E va responsabilizzato soprattutto chi guida.
Serviva una campagna capace di ricordare una verità semplice ma potentissima: rallentare paga.
Le strisce pedonali diventano così il primo segno, il primo tassello di un racconto più grande. Una città che continua a scegliere la sicurezza. Anche quando non fa più notizia.
Il concept creativo
Occhio alle strisce.
Il concept nasce da una verità semplice, quasi banale. E proprio per questo spesso ignorata: davanti alle strisce pedonali bisogna rallentare. Sempre. Anche quando non sembra esserci nessuno.
A ricordarcelo è un grande occhio illustrato, attento e vigile, che diventa la mascotte della campagna. Un segnale chiaro, immediato, impossibile da ignorare. Perché a volte il problema non è la cattiva volontà, ma ciò che non vediamo.
Non vediamo chi sta per attraversare.
Non vediamo bambini e anziani nascosti da auto parcheggiate troppo vicino alle strisce.
Non vediamo in tempo, perché se non si rallenta non si ha lo spazio per frenare.
Il concept mette quindi al centro poche regole, chiarissime, che il Codice della Strada dice da sempre ma che sembrano essersi perse per strada:
- rallentare sempre in prossimità delle strisce,
- fermarsi per dare la precedenza anche a chi non ha ancora iniziato ad attraversare.
Non è cortesia. Non è gentilezza.
È un diritto di chi si muove a piedi. E no, non deve ringraziare: non siamo al galateo, siamo sulla strada.
Il linguaggio è diretto, visivo, pop. Una mascotte sorridente si fa ben volere. I soggetti parlano chiaro:
- Occhio alle strisce
- Occhio ai pedoni
- Occhio ai cinni (= bimbi, perché dirlo in bolognese, a volte, funziona meglio)
Perché il problema non sono i pedoni. Il problema sono la velocità e la distrazione.
E un occhio in più, nel posto giusto, può davvero salvare una vita.

